Io, me, la sottoscritta

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…e ho chiamato questa pagina “Io, me, la sottoscritta” perché il solito “chi sono” mi sembrava quasi una dichiarazione sui dubbi sulla mia identità. E poi diciamocelo, a chi frega di sapere da dove viene un blogger, cosa fa nella vita, cosa gli piace?

Frega agli indicizzatori di Google, tanto per cominciare. O ai siti-raccoglitore che sniffano roba dal tuo e te la aggiungono nel calderone. Perciò niente, rassegnatevi: mi sa che vi tocca (ma siete ancora in tempo a cliccare su quella piccola freccetta lassù in alto, a sinistra, o sul pulsante indietro del vostro cellulare/tablet).

Ancora qui? Ok, io vi avevo avvisati.

Entrata da poco e con orgoglio nel club degli enta, per sbarcare il lunario faccio un lavoro che sta alla scrittura come l’Artide sta all’Antartide. Finita a Londra per mia decisione, Manchester arrivò quando pescai la cannuccia corta mentre ero in coda al Job Centre – o piuttosto quando il Karma, dopo avermi cercata per anni e avermi finalmente trovata, decise di cominciare a farmi scontare le colpe di una vita passata di cui tuttora ignoro l’entità. Una volta espiate, le cose hanno cominciato a funzionare, e io e la mia industriale città d’adozione abbiamo finalmente trovato una tregua. A volte quella che pare essere una punizione del Karma si rivela, col tempo, essere il bacio in fronte della Vita.

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Finita sugli scaffali nel 2007 con Vita di Coppia, ovvero 184 pagine su una coppia di pazzi esauriti pubblicate quando l’ISBN gratuito era ancora un’utopia, da allora faccio fare stretching al cervello riempiendo blog, scribacchiando racconti e provando a finire mattoni da 800 pagine che a quelli di Ken Follett fanno un baffo. Nel tempo libero, clima inglese permettendo, esploro il mio Paese d’adozione. Oppure provo a vedere se Manchester, alla fine, ha qualche angolo buono per l’obiettivo della mia Canon (ultimamente sta recuperando, devo ammetterlo). O mi infilo in qualche bookclub (quando non mi propongono 50 Sfumature, si capisce).

Scrivo cose serie, scrivo poesie o scrivo per rilassarmi: dipende dal motivo per cui metto mano alla tastiera. Ho imparato ad essere mutevole quanto il clima che c’è fuori dalle finestre.

6 pensieri su “Io, me, la sottoscritta

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