Scrivere perché

Writing

 

Scrivere è un po’ come prendere una medicina.
Una liberazione, un mezzo per sfogare i propri sentimenti. Per buttare fuori le proprie emozioni quando queste sono arrivate al collo della bottiglia in cui s’erano affollate per troppo tempo.

Riversare in parole questo fluido emotivo, plasmandolo ai ritmi delle storie, sfruttandolo per fortificarle, ampliarle, renderle più vere e vive e reali, lascia smarriti ed esausti e increduli. Perchè tutto ciò che premeva in noi è ora finito su dei fogli di carta, o in un file, o in un blog, e adesso è lì, che aspetta paziente che ci decidiamo a revisionarlo quando avremo recuperato le energie e ci sentiremo pronti a rileggere quello che abbiamo scritto di getto in una notte in cui non riuscivamo a prendere sonno. E la mattina, svegliandoci, ci sentiamo diversi, rigenerati, appagati. Ci sentiamo bene. E rileggendo quello che abbiamo prodotto, questa sensazione di appagamento ci cresce dentro e si espande, rendendoci completi. Perchè quello che abbiamo scritto sotto la spinta dell’esasperazione e dell’ispirazione è, di solito, incredibilmente buono.
Ed è buono perchè ci abbiamo lasciato un pezzetto di noi dentro.

Scrivere è un po’ la palestra dell’anima.

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