Il diritto di stare da sole

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Prima di procedere nella lettura devo dirvi una cosa: questo è un post off-topic pensato e scritto per le donne single.

Tra voi lettrici infatti ci sarà sicuramente chi, come me, a cadenza regolare si ritrova ad affrontare quello che per gli altri pare essere un dilemma esistenziale: perché non abbiamo nessuno?
E dopo: perché i siti di incontri non ci piacciono?
E ancora: guarda che sono l’ultima frontiera della vita di coppia(!), li usano tutti!

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Ora, visto che il suggerimento di farsi un chilo di cazzi propri con certi elementi recidivi non funziona, vi chiedo: cosa rispondete voi, di solito? E che cosa vi viene contro-risposto?

Quando io dico di non avere altro tempo da perdere per mettermi di nuovo a cercare, selezionare, coltivare relazioni via chat con gente trovata nel supermercato online del fidanzato, come lo chiama una mia amica, puntualmente mi viene chiesto: perché, che altro avresti da fare?
(AAA cercasi suggerimenti su come rispondere con pazienza a questa domanda chiaramente cretina, visto che ultimamente ne sto rimanendo a secco).

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Con un sorriso che paio Imhotep uscito da un remake de La Mummia, spiego loro che c’è tanto che si può fare oltre al piantonare i bar ogni sabato sera alla ricerca dell’uomo della propria vita.
Come se una dovesse spiegarsi o sentirsi costretta a fare una lista di quello che combina nel suo tempo libero per salvarsi dall’invadenza della curiosità di gente che, magari, guarda te dall’alto in basso e poi di nascosto va agli speed-dating.

La verità è che per certe mie conoscenze l’avere valide alternative al passare il weekend chiuse in casa o a cercarsi disperate il fidanzato pare essere troppo strano, quando non un delitto. Mi auguro che voi di gente così non ne incontriate mai. Se ne avete incontrata, avete tutta la mia simpatia.

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Certe settimane avrei bisogno di weekend lunghi 4 giorni, e sicuramente non sono così pieni perché li passo a cazzeggiare. Tempo da perdere per cercare la persona sbagliata non ne ho. Sono tradizionalista e, forse, per alcuni sono pure troppo idealista. Per me due persone destinate a stare insieme non si trovano rovistando sul sito o sulla app XYZ, per me si incontrano quando meno se lo aspettano, e a quel punto non c’è impegno che tenga, non esistono più indipendenza, libertà o mancanza di tempo dietro cui giustificarsi: la routine ti si stravolge e si riaggiusta volentieri intorno a questa nuova presenza arrivata nella tua vita.

Sono forse l’unica a pensarla così?

Quando lo dico ad alta voce, da certe persone – le conoscenze di cui sopra, che sono poi le stesse ad avermi dato lo spunto per questo post – ricevo sorrisi empatici neanche vivessi su un altro pianeta. Avete ragione, vivo a Narnia, che ci volete fare?

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Sono dell’idea che ognuna debba gestirsi la propria vita come vuole. Si possono dare consigli, pure quando non richiesti, ma non si può imporre il proprio punto di vista nella speranza di mettere a tacere i propri dubbi e farlo passare come il solo valido. Se io ti dico che agli speed-dating non ci andrò mai, ma se tu ci vai a me non interessa, devi accettarlo. Se a me non aggrada l’idea di sfidare un’altra volta la sorte incontrando qualche elemento peculiare tra quelli che affollano quei servizi, non vedo perché debba sentirmi dire che sono strana o esigente o schizzinosa, specie quando il consiglio arriva magari da persone reduci da un fidanzamento lampo e da un matrimonio ancora più lampo, e che ora hanno l’ansia al pensiero di stare invecchiando senza aver trovato ancora nessuno con cui mettere su famiglia.

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Per carità, ci sono coppie che si sono incontrate tramite un sito e si sono sposate. Ne conosco un paio. Ma sono due su un milione. Il resto sono storie tramandate di amica in amica che vanno dall’ilare (“non ci siamo ancora incontrati ma so che voglio invecchiare con te!”) al raccapricciante (“gestisco un’agenzia di escort, ti piacerebbe guadagnare 25K la settimana?”).

Mi è stato addirittura suggerito di abbassare i miei standard, adattarmi a quello che offre il mercato (mercato?!?).

Forse non ci siamo capite: non sono disperata fino a questo punto.
Anzi, disperata non mi ci sento proprio per niente. Per quanto mi piaccia l’idea di avere una famiglia mia, un giorno, sono consapevole del fatto che questo potrebbe non succedere mai, e quindi cosa faccio? Mi dispero per gli anni che mi restano da vivere o mi trovo il primo individuo minimamente passabile con cui mettere su la baracca, anche se mi rutta in faccia e mi fa pagare perfino il parcheggio, quando andiamo fuori? Qualcuno che io debba poi giustificare continuamente davanti alle mie amiche, mentre in faccia mi si legge chiaro e tondo come mi renda conto della cazzata che ho fatto?

No, grazie. Sto bene come sto. Sembra una presa di posizione netta, la mia. La verità è che sono solo stanca di dover giustificare la mia vita con chi non ha interesse a capirlo (eppure si ostina lo stesso a chiedere), stanca di non essere libera di stare da sola senza dovermi spiegare sul perché lo sono. Per fortuna intorno ho altre persone che combattono la mia stessa crociata. Aiuta a rimanere calme e a portare pazienza.

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Non sei normale!” mi è stato strepitato addosso una volta. E io che avevo sempre pensato che, per stare veramente bene con qualcuno, si dovesse prima imparare a stare da soli, a gestirsi, capire cosa si voglia dalla propria vita ed essere felici della stessa, perché solo una volta raggiunto tutto questo si può accettare di inglobarvi un’altra persona tenendo in considerazione varianti che non siano solitudine, bisogno di avere qualcuno per le scampagnate della domenica o per pagare l’affitto. Quello non è amore, quella è convenienza. E la convenienza, si sa, alla lunga non basta più per tenere insieme un rapporto.

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Forse non saremo le più ricche del nostro entourage, possiamo permetterci una vacanza l’anno dietro l’angolo invece che un mese di coast-to-coast negli Stati Uniti e viviamo in affitto invece che in una casa di proprietà, ma ci sentiamo libere. Libere di trovare una stabilità, di capire chi e cosa vogliamo essere, libere di scegliere se e con chi stare, libere di decidere quando siamo pronte a farlo.

Quanti divorzi si eviterebbero se le persone imparassero a non farsi influenzare dalle ansie dettate dalle convenzioni sociali e dalle pressioni (stupide) della gente?

 

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20 pensieri su “Il diritto di stare da sole

  1. LaPasionaria

    Di gente che non conosce il concetto di farsi i fatti propri, purtroppo, ne e’ pieno il mondo. A me vengono rivolti gli stessi commenti (“Non sei normale!” “Vedrai che cambi idea!”) quando dico che non ho alcun desiderio di avere figli. Detto poi da certi pulpiti… Nel caso dei figli, io ho scoperto che ci sono molte piu’ persone di quelle disposte ad ammettere che si pentono della scelta che hanno fatto. Scelta dettata dal voler seguire le regole imposte dalla societa’, perche’ se sei sposata o in una relazione lunga e stabile ci si aspetta che arrivino dei figli. Io credo che, dietro allo sputare sentenze e dare consigli indesiderati ci sia spesso molta invidia perche’ quelle persone non hanno avuto il coraggio di fare scelte diverse che li avrebbe resi impopolari nei confronti della societa’ ma di certo piu’ sereni e in pace con se’ stessi.

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    1. Juana R Autore articolo

      Quello, o magari una vita insoddisfacente da nascondere dietro i giudizi rivolti a chi, a detta comune, non ha raggiunto i loro traguardi e, di rimando, va messo alla berlina.
      È sempre il solito discorso: se io non rompo le palle a te per le tue scelte, perché tu devi venire a romperle a me, a volte anche in maniera aggressiva?!?

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  2. La Strega

    Purtroppo quasi tutte le mie conoscenze rientrano nella categoria di quelli che chiedono “E il fidanzato? Come, non ce l’hai?!”
    Io in genere, rispondo che essere single non è una malattia (e nemmeno avere altre aspettative, eh!) 😉

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  3. intempestivoviandante

    Mi stupisco sempre molto a vedere quanto sia ancora diffusa la sindrome della zitella. Voglio dire, l’idea di commiserare chi non si accasa in tempo poteva andare nel secolo scorso (e io intenderei l’Ottocento, tendenzialmente). L’idea che una non abbia di meglio da fare che cercarsi qualcuno così,per stare in coppia, mi sembra di una tristezza infinita. Quella dell’adattarsi all’offerta del mercato, poi è meravigliosa. Cosa rispondere… purtroppo, sai, hai ragione, sono di gusti difficili, io indosso solo fidanzati di alta classe… boh! 😀

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    1. Juana R Autore articolo

      Ahah! Credimi, qui non si tratta di essere schizzinose o altro, è che davvero in certi casi il detto “meglio sole che male accompagnate” non potrebbe essere più azzeccato. Oppure se i servizi del “mercato” cominciano a offrire il “soddisfatti o rimborsati” chissà, potremmo pure provarci 🙂

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      1. intempestivoviandante

        No, no, infatti, la mia era una risposta sarcastica alla questione del mercato. Certo che non si tratta di essere schizzinose. Si tratta del fatto che si vuole stare profondamente bene. Con altri o no. Senza sapere se ci si riuscirà, ma senza accontentarsi di qualcosa di meno

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  4. Daniele

    Penso di avere la stessa idea su come si incontrino 2 persone destinate a stare insieme. Anche a me hanno detto qualcosa del tipo “abbassa gli standard”, ma vedo che con gli anni i miei standard si sono alzati (e non parlo di aspetto fisico, ma di interessi simili, ecc.).
    Anche io vorrei farmi una famiglia, nonostante i miei anni, ma finché conduco vita asociale e da quasi recluso…

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    1. Juana R Autore articolo

      Per esperienza personale posso dirti che, pure uscendo tutti i weekend e partecipando a incontri e attivita’ durante la settimana, se non devi incontrare nessuno, non lo incontri. Pensavo fosse una peculiarita’ del Paese in cui vivo (Inghilterra) in cui e’ raro vedere un uomo sobrio avvicinare una donna, per non parlare di un gruppo di donne. I resoconti che mi arrivano di solito dall’Italia, pero’, non sono tanto meglio. Che dire, saremo ormai troppo vecchi per ‘ste cose, chi lo sa 🙂

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  5. Salvatore

    Leggere, scrivere, riflettere, frequentare posti e persone interessanti, viaggiare, studiare per arricchire la propria conoscenza, cucinare per il gusto di farlo, dondolare sulle altalene sotto il chiaro di luna in un parchetto deserto, guidare senza meta per ore, camminare in silenzio per le vie meno frequentate del centro, ascoltare per ore e ore la propria amica/o del cuore che si piange addosso per l’ennesima storia andata a male e pensare: «ma chi se ne frega!», prendere lo sghiribizzo di vedere un posto preciso in questo preciso momento e partire per la meta senza rendere conto a nessuno, sognare a occhi aperti steso su campo di grano sotto il cielo di primavera, fumare uno spinello con gli amici ridendo a crepapelle per qualcosa che poi non riesci proprio a ricordare, ascoltare musica a tutto volume con le cuffie ballando sul letto… in una parola: «Vivere!». Questo per rispondere alla domanda: “che altro avresti da fare?”.

    Certo, se poi si fa in due, tanto meglio. Ma è difficile trovare qualcuno che abbia i tuoi stessi gusti e i tuoi stessi interessi. Io ho avuto due lunghe convivenze (due e cinque anni), con due donne splendide. Finisce sempre per la stessa ragione: non riescono a starmi dietro. Ma io sono un uomo; questo era un post per donne single…

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    1. Juana R Autore articolo

      E’ un post per donne single perche’, come donna, non posso parlare per la controparte maschile, ma direi che il tuo (esaustivo) commento fa capire bene come, alla fine, si e’ tutti sulla stessa barca. E’ vero, fare in due il milione di cose che di solito facciamo da soli sarebbe stupendo – *e’* stato stupendo, finche’ e’ durata. Ma in assenza di qualcuno con cui valga davvero la pena farlo, si puo’ portare avanti le medesime attivita’ da soli. Si deve imparare a farlo, come dicevo, altrimenti si cerchera’ qualcuno, chiunque, da incastrare in quello spazio, e si finira’ per perdersi lungo la strada. E sta’ tranquillo: quando la persona giusta arrivera’, per la strada non ci si perdera’ di sicuro, anzi. Con molta probabilita’ saremo noi a faticare a starle dietro, a quel punto 😉

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