Emozioni

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Ho imparato che si piange per tanti motivi.
Ho imparato che, per ciascun motivo, le lacrime versate avranno un sapore diverso.
Come la stessa ricetta provata in situazioni differenti, il sale delle lacrime diventerà più dolce o più amaro a seconda delle circostanze.

Si piange dopo un arrivederci in aeroporto, mentre il traffico sonnolento della notte sguscia lungo le corsie intorno al terminal, portandoti via da quel luogo fatto di attimi in cui vite diverse si sfiorano per il tempo di un bacio sulle guance.
Si piange per la riuscita di un esame, di un colloquio, o di una prova a cui si teneva, così come lo si fa quando si fallisce.
Si piange per una partenza a cui non seguirà nessun ritorno, anche quando lo si sa soltanto in una nicchia nascosta del cuore, da cui una consapevolezza sommessa bussa per allertare il tuo essere e prepararlo in anticipo al brusco risveglio che seguirà.
Si piange per una nascita, per la vita che ti viene messa tra le braccia in una sinfonia di strilli e un fiume di acqua salata solo di poco meno copioso del tuo.
Si piange per l’amarezza di un rifiuto, anche quando delicato, anche quando è valso il rischio.

Quando non si piange, ci si commuove.
Ci si commuove quando le emozioni sono indefinite e non abbastanza dirette da arrivare agli occhi.
Ci si commuove davanti ad un tramonto, a quella mescolanza di porpora e rosa e giallo abbaglianti, mentre il sole si adagia al di là delle colline e intorno vi sono silenzio e staticità.
Ci si commuove davanti al tondo perfetto e rigoglioso della luna in una sera d’ottobre, quando il cielo è indaco e i contorni del presente sono ancora distinguibili nella luce morente del giorno.
Ci si commuove alla comparsa di un muso peloso che aspetta compagnia al rientro da una giornata particolarmente difficile.
Ci si commuove di fronte alla felicità di qualcuno vicino, subito prima di far spazio a lacrime di sollievo.

Le emozioni sono ciò che ci rendono vivi. Sono tra le nostre qualità più belle, troppo spesso celate dietro un velo di pudore. Annichilite, forse, dalla paura di sembrare troppo umani.

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