La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

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Ho letto il libro nella sua lingua originale, quindi non ci sono “incomprensioni da traduzione” che tengano.
L’ho trovato estremamente lento (o troppo lungo, scegliete voi), il che è un peccato perché la trama per un onesto thriller poliziesco c’era tutta.

Per 2/3 di tomo la storia si trascina di pagina in pagina, spiegando con molta flemma gli eventi. Arrivata a metà odiavo Nola, odiavo Harry, odiavo Marcus e la sua ossessione da celebrità che mi veniva ricordata ogni tre pagine. Poi, verso i 2/3 del libro, la storia è finalmente riuscita a partire. Meglio tardi che mai.

Che dire di questo libro?
La trama in sé è nella media. Abbiamo un omicidio irrisolto da 33 anni, un colpevole che non sembra essere colpevole, una cittadina in cui il vicino di casa ha nell’armadio scheletri tanto vecchi quanto quello della quindicenne scomparsa nel ’75 e ritrovato nel giardino dell’eminente professor Harry Quebert, autore di uno dei capisaldi della letteratura americana moderna.
Gli ingredienti per una buona storia c’erano tutti, ma si sono persi nel mare di pagine – oltre 600 – che ci sono volute all’autore per concretizzare il tutto. Arrivata all’epilogo non potevo che concordare con il resto dei lettori: non è una storia d’amore, né un vero e proprio giallo, né un romanzo, né un vero thriller.
Cos’è, allora, questo Caso su Harry Quebert?

[N.B.: seguiranno possibili spoiler]
La storia si svolge nella cittadina fittizia di Aurora. Harry Quebert è uno scrittore di fama mondiale, reso celebre dal suo romanzo d’esordio “Les Origines du Mal” (Le Origini del Male). Quando lo scheletro di una quindicenne, Nola Kellergan, scomparsa nell’agosto del 1975, viene rinvenuto nel giardino della sua villa di Aurora e l’esimio professore viene arrestato, la coscienza della piccola cittadina costiera e dell’America intera viene scossa dal dubbio: chi è in realtà Harry Quebert e qual era il legame che lo univa a Nola?
Marcus Goldman, ex alunno e migliore amico di Quebert, si butta anima e corpo in una caccia alla ricerca della verità. È grazie ai consigli e alle lezioni di vita di Quebert se lui è riuscito a diventare a sua volta uno scrittore di fama internazionale a soli trent’anni. Harry è un mentore, un amico, un padre, per lui. La persona che Marcus ha conosciuto negli ultimi dieci anni non può aver seppellito una quindicenne nel suo giardino dopo averla assassinata.
Questo, almeno, è ciò che crede fino al giorno in cui si scopre che Harry, all’epoca trentaquattrenne, aveva una relazione con Nola. Il romanzo di Quebert, Le Origini del Male, è la messa per iscritto della loro storia, solo con un epilogo differente, in quanto nel libro il protagonista decide di interrompere quella relazione illegale, mentre nella realtà Harry e Nola sarebbero dovuti fuggire insieme in Canada proprio la sera in cui Nola scomparve.

A fare da contorno alle indagini di Marcus e allo scompiglio scatenato dal ritrovamento del corpo di Nola, ci sono gli abitanti di Aurora. Surreali, bizzarri, strani. Due in particolare sono degni di nota, due donne: Tamara Quinn, proprietaria della tavola calda all’epoca in cui Nola e Quebert si frequentarono, e la madre di Marcus Goldman. Le due potrebbero essere benissimo sorelle. Sono entrambe paranoiche, isteriche, ossessive e ossessionate. Due personaggi altamente inverosimili che non ho potuto fare a meno di detestare.
Stesso sentimento di antipatia si estende più o meno a tutti i personaggi del libro. Quelli che mi sono riusciti quasi simpatici – e che non posso menzionare per evitare di svelare l’epilogo della storia – si sono rivelati assassini, complici o frodi.
Mi è piaciuto, però, l’intreccio finale, il modo in cui tutti quei personaggi all’apparenza scollegati tra loro si sono rivelati essere coinvolti, direttamente o no, nell’omicidio della giovane Nola Kellergan. E Nola, inizialmente presentata come la Lolita d’Aurora, alla fine forse è l’unica persona davvero innocente dell’intera storia.

Bello il modo in cui i nodi sono stati fatti venire al pettine, dunque. Peccato, però, che questo ricordi molto da vicino Twin Peaks – brava ragazza 17enne viene uccisa da ignoti, paesino in mezzo ai monti va in subbuglio, brave persone di paesino in mezzo ai monti si scoprono essere eccentrici con armadi pieni di scheletri collegati a tale 17enne assassinata, 17enne assassinata si scopre essere ragazza molto “allegra”.
Insomma, a parte quello della “ragazza molto allegra”, il resto dei dettagli combacia tutto.

Una revisione come si deve non avrebbe fatto male. Insieme all’eliminazione di un centinaio di pagine.
A quel punto sarebbe stato un libro fantastico.

Giudizio: 3/5

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